Il kumquat ( detto anche fortunella, mandarino cinese o kingen) è un albero che può raggiungere i 4,5 m di altezza con rami fitti e, qualche volta, piccole spine, foglie verde scuro intenso e fiori bianchi simili a quelli del limone.
fonte:wikipedia
Il frutto sembra una miniatura ovale dell'arancia
fonte:wikipedia
Non conoscevo quest'albero nè i suoi frutti, l'ho scoperto grazie a Marie Therese, la signora delle rose del post precedente. Il suo albero ha prodotto talmente tanti frutti che, ripetutamente, sono andata a raccoglierli.
Ho potuto preparare una marmellata buonissima rigorosamente bio e con l'aggiunta di poco zucchero di canna, ottima sul pane quando si ha voglia di qualcosa di dolce.
In questo blog spaziamo dalla cucina all'ecologia, dalle buone letture agli animali, dall'omeopatia all'alimentazione naturale. C'è posto per tutti gli argomenti che possono interessare questa piccola (grande) comunità formatasi attorno ai corsi di yoga/pilates tenuti da Arianna.
Questa volta ammiriamo gli splendidi fiori fotografati da Marie Therese nel suo giardino.
Gerani tappezzanti
Naturalmente le foto delle rose non sono state scattate adesso ma l'anno scorso. Ci godiamo un anticipo di fioritura.
Voglio ringraziare Marie Therese per le foto e per aver condiviso con noi la sua passione per i bei fiori.
"Fino a quando esisterà la superstizione che le leggi ingiuste devono essere rispettate, esisterà anche la schiavitù".
Questo è l'insegnamento gandhiano che Vandana Shiva, studiosa, attivista e ambientalista indiana, ha fatto proprio quando, nel 1987, ha fondato la sua associazione Navdanya. La sua battaglia contro l'invasività delle colture ogm e le multinazionali delle sementi, ormai sempre più favorite anche dalle legislazioni nazionali e sovranazionali, da allora non conosce tregua. Anche il metodo di lotta l'ha ereditato da Gandhi : è il Satayagraha che significa "forza della verità" e sta ad indicare la disobbedienza civile attraverso la pratica della non violenza portata avanti attraverso la ricerca, lo studio, la diffusione delle conoscenze e la sensibilizzazione verso la tematica degli ogm, tematica ancora così ambigua e sulla quale lo stesso mondo scientifico è tuttora diviso oltre che spesso contaminato dagli interessi politici ed economici in gioco.
"E' nostro dovere proteggere la diversità dei nostri semi e il diritto degli agricoltori a custodirli, riprodurli e scambiarli liberamente. I semi si moltiplicano e danno vita ad altri semi un ciclo dopo l'altro. - spiega Vandana Shiva - Per milioni di anni si sono evoluti liberamente dandoci la diversità e la ricchezza. Per migliaia di anni gli agricoltori li hanno fatti evolvere, in collaborazione tra loro e la natura. Biodiversità e diversità culturale si sono modellate influenzandosi reciprocamente."
Partendo dall'esperienza rivoluzionaria di Vandana Shiva abbiamo discusso
dell'importanza delle biodiversità come elemento chiave del funzionamento della Terra dove l'uomo è un elemento determinante di questo sistema ecologico
dei vari tipi di cereali e pseudoicereali e della loro importanza nell'alimentazione
del Kamut
del glutine e dei problemi legati al suo eccesso
Seguendo l'insegnamento dei latini "mens sana in corpore sano" dopo aver stimolato la mente abbiamo gratificato il corpo con gli ottimi piatti preparati da Arianna. Chi fosse interessato alle ricette e ai temi discussi durante la serata può trovarli QUI
Per finire linko un'intervista a Vandana Shiva che spiega l'importanza della biodiversità dei semi in agricoltura (clicca QUI) e un documentario sull'esperienza di Navdania (clicca QUI)
Con aprile ci sentiamo ormai fuori dall'inverno, non solo perchè è iniziata metereologicamente la primavera ma anche perchè le temperature sono più alte e le giornate sono più lunghe e non solo grazie all'ora legale.
Il mercato ci offre una maggior scelta di prodotti da portare sulle nostre tavole. Dei motivi per scegliere frutta e verdura di stagione ho già scritto, elenco di seguito i prodotti stagionali
Credo che tutti, o quasi, conoscano l'olio d'argan, profumerie ed erboristerie ce lo propongono in mille forme e in mille confezioni : olii, creme per le varie parti del corpo, saponette, shampoo, ...
In un recente viaggio in Marocco ho scoperto che l'olio estratto dal frutto dell'argan (Argania spinosa) viene usato non solo per uso cosmetico ma anche ad uso alimentare. Nella parte interna del frutto si trova un seme simile ad una mandorla che, per l'uso alimentare, viene tostato e poi spremuto fino ad ottenere un olio aromatico e profumato usato per condire le insalate. L'ho assaggiato sul pane, una vera prelibatezza!
L'albero è simile ad un olivo, viene anche chiamato albero delle capreperchè le capre vi si arrampicano per mangiarne i frutti. E' uno spettacolo veramente insolito!
Albero di argan con capre
Frutti della pianta di argan
Produzione tradizionale dell'olio d'argan
Come ci insegna Wikipedia "La foresta di argan, che un tempo copriva vaste superfici dell'Africa del nord, oggi si estende per circa 800.000 ettari nel sud del Marocco, specificatamente nella pianura del Souss, tra le città di Essaouira, Agadir e Taroundant. Nel 1998 l'UNESCO ha dichiarato l'area delle foreste di argania Riserva della biosfera. Qui lavorano cooperative di donne dedite alla raccolta dei frutti assicurando la protezione e la riforestazione di tali piante."
Con l'olio d'argan ad uso alimentare si può cucinare l'Amoulo Beldi, una crema afrodisiaca di miele e mandorle. Ecco la ricetta:
250 g di mandorla
100 g di miele
500 ml di olio di argan
Dorare le mandorle e poi frullarle fino ad ottenere una pasta. Aggiungere il miele e mescolare accuratamente
Successivamente aggiungere l'olio di argan poco alla volta. Servire insieme al pane.
Attenzione ad usare olio di argan puro per uso alimentare proveniente dal Marocco.
"Che ne dite di fare le pulizie di casa dando un'occhiata alle regole dei monaci? Sarà divertente e per nulla difficile!Se avete deciso di riordinare la vostra anima, i lavori domestici di tutti i giorni si trasformeranno in quattro e quattr'otto in una pratica spirituale quotidiana"
Così scrive Keisuke Matsumoto in questo libro dove combina con grazia e levità squisitamente zen consigli pratici, riflessioni filosofiche e spirituali. Il libro descrive gli strumenti necessari per i lavori di casa e illustra come fare il bucato, stirare, lavare i piatti, fare le riparazioni nonchè curare l'igiene personale. Il tutto ispirato ai principi di semplicità ed economia di mezzi della filosofia buddhista perchè Matsumoto ci insegna che una vita complicata inquina lo spirito mentre vivere in maniera ordinata e serena porta lo spirito a un livello di purezza senza paragoni.
Questo libro parla di lentezza, di raggiungere la serenità nell'espletamento di umili mansioni, di ritrovare se stessi nelle piccole azioni quotidiane tenendo d'occhio il riciclo degli oggetti e il non spreco. Proprio un altro mondo rispetto a quello in cui viviamo e a cui ci spingono i media!
E' un vero gioiello, con uno stile essenziale ma incisivo Matsumoto ci invita a spazzare via la polvere e, contemporaneamente, le nubi dall'anima.
L'autore è interessante : laureato in filosofia e specializzato in economia è bonzo del tempio Komyoji di Tokyo. Ha introdotto la mentalità imprenditoriale nell'universo buddhista , sostenendo che la gestione di un tempio è analoga a quella di un'impresa, con la sola differenza che l'obbiettivo non è il guadagno ma la felicità dei seguaci. Parole rivoluzionarie in una società che ci vincola al profitto e dove tutto è monetizzato e la felicità è intesa come il possesso di abbondanti beni materiali.
E' un libro sicuramente da leggere con mente aperta a un modello lontano anni luce da quello che ci hanno abituato a credere l'unico e il migliore, il modello dell'economia occidentale.
La riflessione sul cibo e l'alimentazione con cui ho aperto il blog è iniziata proprio con questo incontro sulla cultura e sulla cucina vegan.
Sono una vegetariana con una forte deriva vegana, mangio occasionalmente del formaggio e, in situazioni estreme, del pesce. Per esempio se sono in viaggio e mi è difficile reperire i legumi come fonte proteica.
La mia scelta (quasi) vegan è nata essenzialmente per motivi etici : non mi piace pensare di uccidere degli animali per nutrirmi nè sfruttarli usando i loro derivati (latte, uova,...). Tanto più dopo aver visto come questi animali vengono trattati negli allevamenti intensivi.
Partendo da questo e informandomi ho scoperto anche altre condiderazioni a favore della scelta vegana:
motivi ambientali :si disboscano
enormi appezzamenti di terreno, distruggendo così l’ambiente di numerose specie
animali, tutto per coltivare soia e cereali
da usare come mangimi per gli allevamenti intensivi d’Europa e Stati
Uniti. La produzione di carne prevede, inoltre, l’uso di una grande quantità d’acqua risorsa
ormai preziosa;
motivi di salute perché è provato
che un consumo eccessivo di carne provoca danni alla salute (ipertensione,
aumento del colesterolo, malattie cardiovascolari ). Inoltre gli animali
allevati negli allevamenti intensivi vengono trattati con ormoni della crescita
(per farli crescere più velocemente) e con antibiotici (per non farli ammalare
dato che vivono in ambienti innaturali). Queste sostanze le ritroviamo nella
carne che mangiamo e nel latte che beviamo.
Prendendo coscienza del problema mi è risultato chiaro che la scelta vegan è ecosostenibile. Non ci sono abbastanza risorse sulla Terra per
nutrire tutti con una dieta basata sul consumo di carne e cibi di origine
animale, almeno non con le quantità che consumiamo nei paesi occidentali : con
l’attuale alimentazione stiamo distruggendo il pianeta.
La scelta vegan mi ha costretto a cambiare il modo di cucinare e mi ha posto la sfida di preparare piatti saporiti abbandonando gli ingredienti che usavo da una vita (carne, pesce, burro, uova, formaggi) senza che il gusto ne risentisse. Le sfide mi piacciono e mi ci sono buttata a corpo morto imparando a sostituire le sempre presenti uova oppure il latte e i latticini con risultati veramente più che soddisfacenti.
Di questo e di altro si è parlato durante la serata gustando i piatti vegan che i partecipanti avevano portato. Il tutto è stato raccolto in un opuscolo che potete vedere ed eventualmente scaricare cliccando qui
Di seguito un assaggio dei piatti gustati
Insalata di Felice
Crostata ai frutti di bosco
Batufoli con ragù di seitan e funghi
Cous cous con ceci e verdure
Ricotta di lupini con carote
Facilissima focaccia al rosmarino
Dato che apprezzo molto l'autoironia finisco con questo spassoso video rigorosamente vegan